
Il 10 ottobre con una tavola rotonda parte ufficialmente il progetto “Nel nostro paese nessuno è straniero-percorsi ludico formativi rivolti a genitori e ragazzi per crescere cittadini del mondo”.
Il progetto ha come obiettivo quello di sperimentare modelli educativi complementari e intrecciati a quelli tradizionali, come la scuola, primariamente, e le attività ricreative pomeridiane.
Il valore aggiunto di questa progettualità risiede nel potenziare le pluralità culturali insite nel tessuto sociale pavese: ci riferiamo alla popolazione sinta, pavese da oltre cinquant'anni e la popolazione romena, non ancora perfettamente inserita. Infine tutte le molteplicità geografiche, sociali e culturali che i ragazzi incontrano nelle loro prime esperienze di socializzazione, dalla scuola fino ai luoghi ludico educativi pomeridiani.
Il progetto risponde precisamente alla domanda posta dall’attuale multietnica società: inclusione sociale di frange deboli della popolazione, interpretata da un'agenzia filantropica internazionale: la Fondazione Cariplo.
Arci Pavia e un gruppo di enti operanti nel sociale pavese – associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e culturale, associazioni specializzate nell'intervento e nella cura – propongono una interpretazione del concetto di inclusione sociale attraverso un piano operativo che vede come soggetti-attori del cambiamento la popolazione giovane di Pavia: le famiglie e i ragazzi.
Includere, secondo lo schema elaborato, significa dare spazio alla parola del dialogo, del confronto, della conoscenza, dello svelamento, dell’apertura, rispettando la zona franca del non invadere gli spazi con preconcetti e pregiudizi.
Perché abbiamo scelto questa interpretazione del termine inclusione sociale?
Perché il gruppo di lavoro riconosce come una preziosa opportunità l'acquisizione della sperimentazione del molteplice per sviluppare una autonomia di pensiero e di giudizio.
I ragazzi sono esposti quotidianamente alla provocazione culturale lanciata dai mass media: l’Altro come nemico, come oggetto da conquistare, superare, sottomettere, con il quale misurarsi e vincere, da cui trarre maggior beneficio e piacere. Spesso finiscono per adottare tale imposizione di pensiero in maniera acritica. I risultati di questo passaggio sono sotto gli occhi di tutti. Aggressioni, violenze, soprusi, abusi, autolesionismo e ricerca del potere e del successo come massima affermazione di sé stessi.
Soli. Da soli, contro gli altri.
La situazione si complica ulteriormente se l’altro è straniero, quindi percepito quasi sempre come naturalmente debole o inferiore.
È fondamentale invece, che i ragazzi si approprino dello strumento della comunicazione e del confronto per crescere insieme, studiando e divertendosi, diventando protagonisti del proprio percorso di formazione. Protagonisti delle proprie scelte. Insieme ai compagni prima, poi amici e colleghi da adulti.
Per questi motivi, il progetto multimisura elaborato è definibile come sistema di interventi proposti ai soggetti coinvolti: nelle scuole dei progetti di teatro sociale e di minicirco, con l'intenti di mettere in scena i racconti sull'incontro elaborati dai ragazzi. Fuori dalla scuola, nei centri educativi, percorsi di sostegno scolastico e al termine dell'anno scolastico un centro estivo fuori città.
Percorsi rivolti ai genitori, gruppi di parola, sperimentazioni teatrali e lavori creativi.
Si tratta di un progetto capace di rafforzare i nodi della rete scuola- famiglia- territorio attivando diverse azioni di empowerment in favore non solo dei destinatari degli interventi, ma di tutta la comunità di riferimento.
Partendo dal presupposto che quindi ogni azione realizzata sia valutabile sulla base della sua effettiva capacità di produrre miglioramenti nella comunità, questo progetto è redatto con la consapevolezza che la valenza trasformativa, cioè la capacità di produrre cambiamenti positivi, sia un patrimonio a disposizione dell’ente proponente e la principale risorsa da valorizzare al fine di articolare azioni di sistema efficaci e competenti per lo sviluppo sociale e civile, armonioso ed equo, della persona e delle comunità.
È una sfida che questo progetto vuol lanciare e il titolo della tavola rotonda dell'incontro lo esplica bene: è possibile un nuovo modello educativo?
A questa domanda non c'è una risposta preventiva, c'è un work in progress, c'è un team di persone che lavora insieme perché diventi realtà, ci siete voi con cui abbiamo intenzione di misurarci e ci sono i nostri ragazzi che si affidano fiduciosi per vedere cosa questi grandi sono in grado di fare!
http://www.arcipavia.it/progettoeducazione/












