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Arci Comitato Territoriale di Pavia

Festa Tesseramento Arci 2010

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Vi invitiamo alla Festa di tesseramento Arci 2010

all’Arcipicchio di Linarolo

Sabato 23 Gennaio

Dalle 21.30

Roberto DurKovic con gli Amici del Metro

Con la partecipazione di Massimiliano Alloisio

Scuola di Kapoeira “Angola†di Pavia

Balli, African rythms con Balla Nar e Percussionisti senegalesi

Il Circolo è aperto dalle 20.00 per aperitivo-cena

Circolo Arcipicchio

Via Cavallotti 26

Linarolo (PV) -direzione Belgioioso-

"Arci vuol dire tanto". Questo è lo slogan con cui la più grande associazione laica di promozione sociale lancia la campagna tesseramento per il 2010. “Vuol dire tanto†perché ogni giorno l'Arci è promozione dei principi democratici della convivenza civile, dello stato di diritto, della rimozione di ogni discriminazione o disuguaglianza politica, economica, sociale.

“Vuol dire tanto†perché chi sceglie di iscriversi all'associazione sa di intraprendere un percorso collettivo di cittadinanza attiva, di protagonismo e partecipazione critica alla vita sociale, civile e culturale della comunità. “Vuol dire tanto†perché oggi l’adesione all'Arci significa condivisione di un progetto ideale e soprattutto volontà di metterlo in pratica.

Si può aderire all'Arci richiedendo la tessera in uno dei nostri tanti circoli.

La tessera ha validità annuale, dal 1° gennaio al 31 dicembre: dà diritto a partecipare alle attività dei circoli e delle strutture dell'associazione. Dà diritto al socio di partecipare ad ogni momento della vita democratica dell'associazione.

Per informazioni: Tel/Fax 0382 575918, e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.Arcipavia.it/

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Aprile 2010 21:40
 

“Le regole della libertà: percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva e responsabileâ€.

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“Le regole della libertàâ€, promosso da Arci Pavia, con la collaborazione di Saveria Antiochia OMICRON Onlus (Osservatorio Milanese Criminlaità Organizzata al Nord), vede la partecipazione di tutti gli Istituti Superiori e dei quattro Circoli didattici delle scuole primarie di Pavia.

Il Progetto parte dalla convinzione  che il ruolo della cultura sia indispensabile per la formazione di cittadini consapevoli e che sia la scuola a dover formare la coscienza critica dei suoi studenti, per informare e quindi prevenire  la diffusione della criminalità in tutte le sue forme.

Saranno sviluppati i temi della democrazia, della convivenza civile e della partecipazione con l’intento di favorire l’acquisizione di responsabilità individuale e collettiva nei rapporti con l’Altro e con le Istituzioni.

L’obiettivo infatti è quello di rendere gli studenti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri  e delle ripercussioni che i comportamenti di ciascuno determinano nella famiglia, nella scuola e nella società.

 

Valori fondanti dell’iniziativa sono  la cooperazione e il lavoro di rete tra i vari soggetti coinvolti: gli Istituti scolastici, le Istituzioni (Ufficio Scolastico Provinciale, Comune di Pavia, Teatro Fraschini, Amministrazione Provinciale di Pavia)  e le Associazioni pavesi del terzo settore  (CEM, Legambiente, Movimento  Consumatori, La Piracanta, Incipit - amici della libreria Il Delfino, Spaziomusica,  Ains, Unicef ).

 

Il Progetto è realizzato con il contributo della Fondazione della Banca del Monte di Lombardia.

 

Il Presidente: Alessandra Fuccillo

I referenti del Progetto: Valerio Bifulco, Daniela Bonanni, Claudia Lucrezio


Conferenza Stampa, ieri, 15 gennaio 2010, presso l'Istituto Cairoli in Corso Mazzini

http://www.telepaviaweb.tv/portale/news/news_vedi3.php?numero=9949
Ultimo aggiornamento Sabato 16 Gennaio 2010 11:12
 

Nel Nostro Paese Nessuno è Straniero

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Il 10 ottobre con una tavola rotonda parte ufficialmente il progetto “Nel nostro paese nessuno è straniero-percorsi ludico formativi rivolti a genitori e ragazzi per crescere cittadini del mondoâ€.

Il progetto ha come obiettivo quello di sperimentare modelli educativi complementari e intrecciati a quelli tradizionali, come la scuola, primariamente, e le attività ricreative pomeridiane.
Il valore aggiunto di questa progettualità risiede nel potenziare le pluralità culturali insite nel tessuto sociale pavese: ci riferiamo alla popolazione sinta, pavese da oltre cinquant'anni e la popolazione romena, non ancora perfettamente inserita. Infine tutte le molteplicità geografiche, sociali e culturali che i ragazzi incontrano nelle loro prime esperienze di socializzazione, dalla scuola fino ai luoghi ludico educativi pomeridiani.

Il progetto risponde precisamente alla domanda posta dall’attuale multietnica società: inclusione sociale di frange deboli della popolazione, interpretata da un'agenzia filantropica internazionale: la Fondazione Cariplo.

Arci Pavia e un gruppo di enti operanti nel sociale pavese – associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e culturale, associazioni specializzate nell'intervento e nella cura – propongono una interpretazione del concetto di inclusione sociale attraverso un piano operativo che vede come soggetti-attori del cambiamento la popolazione giovane di Pavia: le famiglie e i ragazzi.
Includere, secondo lo schema elaborato, significa dare spazio alla parola del dialogo, del confronto, della conoscenza, dello svelamento, dell’apertura, rispettando la zona franca del non invadere gli spazi con preconcetti e pregiudizi.

Perché abbiamo scelto questa interpretazione del termine inclusione sociale?

Perché il gruppo di lavoro riconosce come una preziosa opportunità l'acquisizione della sperimentazione del molteplice per sviluppare una autonomia di pensiero e di giudizio.
I ragazzi sono esposti quotidianamente alla provocazione culturale lanciata dai mass media: l’Altro come nemico, come oggetto da conquistare, superare, sottomettere, con il quale misurarsi e vincere, da cui trarre maggior beneficio e piacere. Spesso finiscono per adottare tale imposizione di pensiero in maniera acritica. I risultati di questo passaggio sono sotto gli occhi di tutti. Aggressioni, violenze, soprusi, abusi, autolesionismo e ricerca del potere e del successo come massima affermazione di sé stessi.
Soli. Da soli, contro gli altri.
La situazione si complica ulteriormente se l’altro è straniero, quindi percepito quasi sempre come naturalmente debole o inferiore.
È fondamentale invece, che i ragazzi si approprino dello strumento della comunicazione e del confronto per crescere insieme, studiando e divertendosi, diventando protagonisti del proprio percorso di formazione. Protagonisti delle proprie scelte. Insieme ai compagni prima, poi amici e colleghi da adulti.

Per questi motivi, il progetto multimisura elaborato è definibile come sistema di interventi proposti ai soggetti coinvolti: nelle scuole dei progetti di teatro sociale e di minicirco, con l'intenti di mettere in scena i racconti sull'incontro elaborati dai ragazzi. Fuori dalla scuola, nei centri educativi, percorsi di sostegno scolastico e al termine dell'anno scolastico un centro estivo fuori città.
Percorsi rivolti ai genitori, gruppi di parola, sperimentazioni teatrali e lavori creativi.
Si tratta di un progetto capace di rafforzare i nodi della rete scuola- famiglia- territorio attivando diverse azioni di empowerment in favore non solo dei destinatari degli interventi, ma di tutta la comunità di riferimento.
Partendo dal presupposto che quindi ogni azione realizzata sia valutabile sulla base della sua effettiva capacità di produrre miglioramenti nella comunità, questo progetto è redatto con la consapevolezza che la valenza trasformativa, cioè la capacità di produrre cambiamenti positivi, sia un patrimonio a disposizione dell’ente proponente e la principale risorsa da valorizzare al fine di articolare azioni di sistema efficaci e competenti per lo sviluppo sociale e civile, armonioso ed equo, della persona e delle comunità.

È una sfida che questo progetto vuol lanciare e il titolo della tavola rotonda dell'incontro lo esplica bene: è possibile un nuovo modello educativo?
A questa domanda non c'è una risposta preventiva, c'è un work in progress, c'è un team di persone che lavora insieme perché diventi realtà, ci siete voi con cui abbiamo intenzione di misurarci e ci sono i nostri ragazzi che si affidano fiduciosi per vedere cosa questi grandi sono in grado di fare!

http://www.arcipavia.it/progettoeducazione/

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Aprile 2010 08:52
 

Chiusura Natalizia

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Si comunica che,in occasione del periodo natalizio,la Sede Territoriale ARCI di Pavia sarà chiusa dal 21 Dicembre 2009 al 10 Gennaio 2010.

ARCI Pavia augura a tutti Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Dicembre 2009 16:54
 

Asilo Politico a Ngatcha Yanick

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ASILO POLITICO A YANICK NGATCHA!

Yanick è uno studente camerunese di chimica al terzo anno. Fino a pochi mesi fa viveva nella sua città, Douala. 

Consigliere dell’ADDEC, il sindacato studentesco del Camerun, 
(http://www.addec-cm.org/fr/declarations/67-arrestation-etudiants-fevrier-2008.html), ha subito torture e aggressioni da parte dei militari durante le manifestazioni studentesche pacifiche del 2005 e del 2008. 
Nel Febbraio dell’anno scorso, in particolare, la situazione nel suo paese si è complicata a causa dell’aumento spropositato dei prezzi dei beni di prima necessità e del petrolio. 
Il presidente in carica, inoltre stava cercando di modificare la Costituzione per aggiudicarsi il terzo mandato. 
Molte ONG (vedi Rapporto Amnesty International http://www.amnesty.org/en/region/cameroon) hanno documentato i grandi abusi delle forze dell’ordine e del Governo nei confronti della popolazione camerunese e hanno anche verificato che gli studenti vengono sistematicamente torturati, aggrediti e detenuti senza ragioni precise. 
Yanick è fuggito dalla sua terra, perché la situazione di estremo pericolo per la sua vita e per quella della sua famiglia era troppo grave. 

Con l’aiuto delle associazioni studentesche è arrivato in Italia. 
L’Arci di Pavia ha avviato le pratiche per la richiesta di asilo politico, ma, nonostante le prove fisiche delle torture inflittegli, gli articoli di giornale, le testimonianze e il mandato camerunese di cattura per ribellione, la richiesta non è stata accolta. 

Yanick non può e non deve assolutamente tornare in Camerun, almeno finché la situazione non cambierà. 
Gli studenti incarcerati con lui per alcuni giorni sono spariti nel nulla e uno è stato trovato misteriosamente morto. 
In Camerun è ancora largamente applicata la pena di morte.

CHIEDIAMO SOLIDARIETA’ PER QUESTA SITUAZIONE

CHIEDIAMO CHE CHIUNQUE POSSA AIUTARCI CI CONTATTI

CHIEDIAMO AGLI STUDENTI E ALLE ASSOCIAZIONI UMANITARIE DI TUTTA ITALIA DI PRENDERE POSIZIONE DAVANTI AD UN CASO GRAVISSIMO DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI

VI CHIEDIAMO INOLTRE DI FIRMARE LA PETIZIONE ALL'INDIRIZZO SEGUENTE:
http://www.lamiapetizione.ch/firme.php?idsig=hMqYADHJv2jGDnsAZnpq



Arci territoriale Pavia

Il Presidente
Alessandra Fuccillo

 

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Settembre 2009 17:22
 


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