I bulli al governo




La prova di forza di Salvini è arrivata forte e chiara non nei confronti dell’Europa, non nei confronti della Libia, non nei confronti della Francia. È arrivata come un macigno su una nave al largo delle coste italiane che trasporta 629 persone di cui 123 bambini, 7 donne incinte, 11 bambini piccoli e 15 in gravissime condizioni, sono persone in fuga dalla fame. Debole coi forti, forte coi deboli.
È orgoglioso Salvini, quando affida alla stampa le sue dichiarazioni: “Da oggi anche l’Italia comincia a dire No al traffico di esseri umani, No al business dell’immigrazione. Il mio obiettivo è di garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri in Italia”. E il modo migliore per farlo è naturalmente lasciarli morire in mare. Il leader leghista si è sempre fatto promotore di teorie razziste, xenofobe e complottiste, arrivando a sostenere l’esistenza di un piano europeo per la sostituzione etnica del popolo italiano.
Chiaramente tutto ciò è sempre stato finalizzato ad ottenere il maggior consenso elettorale possibile, fomentando l’odio razziale in Italia e, così facendo, allargando sempre di più il suo bacino elettorale. Ed è infatti proprio ad urne aperte che Salvini, neo ministro dell’Interno, inscena una contesa con una piccola isola del mediterraneo con soggetto una nave solidale carica di rifugiati.
Non c’è dubbio che l’Italia debba coordinarsi con L’Europa per costruire percorsi di accoglienza per i migranti e di supporto per le famiglie che arrivano attraversando le nostre coste. Il lavoro dei territori italiani, che cercano di accogliere al meglio le tante persone disperate, dovrebbe inserirsi in un quadro di più ampia collaborazione a livello europeo. Tuttavia questo non sembra essere l’obiettivo del ministro dell’interno; ciò che desidera Salvini è, nei fatti, scaricare come merce i migranti sulle spalle di un Europa che già accoglie 2,3 milioni di rifugiati. Ed è per questo che l’attuale governo non si fa scrupoli ad abbandonare in mare centinaia di persone in un assurdo braccio di ferro con un’isola nel mediterraneo.
Un governo responsabile dovrebbe andare oltre la becera propaganda e adottare i più sani principi della solidarietà. Il sistema d’accoglienza a livello europeo deve essere rivisto con l’adozione di misure più efficaci: maggiori fondi stanziati per i paesi accoglienti, percorsi lavorativi internazionali e sostegno delle politiche sociali dei paesi maggiormente esposti alle difficoltà dell’emergenza. Come ARCI riteniamo che questo governo non stia andando verso questa direzione ma, al contrario, stia promuovendo una vera e propria messa al bando della solidarietà, nel tentativo di scaricare le proprie responsabilità su altri paesi.
Per ora l’unico risultato ottenuto dalla propaganda salviniana è il ferimento a Macerata di sei uomini ad opera di un fascio leghista e l’uccisione a Vibo Valentia di Soumaila Sacko; e l’impressione orribile di assistere ad un nuovo sterminio dai divani nelle nostre case.