Sui diritti di tutti!




“Il tempo è adesso”

Con questa esortazione, Arci Nazionale ha aderito alla mobilitazione del 23 gennaio al fianco di Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit.

Il tempo della discussione sui contenuti del DDL Cirinnà, in effetti, è già passato da un pezzo, superato nei fatti da una realtà sociale che ha indicato la via e i modi di fare famiglia nel 2016 rispettando le scelte di ciascuno.

Come tutti i maggiori processi di rivoluzione sociale ci hanno dimostrato, la proposta di legge serve a normare una situazione di fatto che è già stata acquisita nella prassi dal tessuto sociale di un paese. Ci provoca quindi enorme disagio il fatto che i nostri parlamentari continuino a confrontarsi in astratto su regole, principi ed etica riguardo la famiglia, quando la realtà che viviamo tutti i giorni è in grado di dare risposte concrete e puntuali basate sulla pratica.

Ci si chiede a chi giovi questo colpevole ritardo nel riconoscere una tutela giuridica a genitori e bambini che ne hanno bisogno e che, da tempo, la richiedono.

Ci si interroga su quale strano senso di tutela della famiglia tradizionale (davvero ridicola come definizione!) stiano ragionando i nostri parlamentari (spesso sposati 2, 3 volte e con figli da diverse relazioni), quando sono stati eletti per dare cittadinanza ai diritti della popolazione tutta.

Ci si perde, infatti, nella inutile e quanto mai cieca teorizzazione che due donne e due uomini che si amano e che hanno deciso di concretizzare i propri desideri anche mettendo al mondo dei figli non siano in grado di svolgere adeguatamente la loro funzione genitoriale. Perché e come fallirebbero? E soprattutto chi ha strumenti atti a verificarlo?

E anche riguardo la possibilità che i figli di famiglie omosessuali possano subire atti di bullismo e di discriminazione o addirittura sentirsi diversi, beh… le tragiche notizie delle ultime settimane ci pongono di fronte al fatto che i ragazzi tutti vivono in un clima di violenza e sopruso, fin dalla più tenera età, che nulla ha a che vedere con la famiglia di origine e molto invece con la cultura televisiva e con la mancanza di prospettive legislative che tutelino davvero tutti!

Però questo percorso richiederebbe maggiore sobrietà e senso civico da parte dei nostri rappresentanti in Parlamento e una cultura costituzionale che oggi davvero manca.

E allora si mobilita quella parte della società che è invece capace di leggere le trasformazioni come un momento di scambio, di condivisione e di crescita collettiva, proprio per insegnare ai nostri ragazzi che il rispetto di tutti passa necessariamente attraverso un’applicazione il più aderente possibile ai valori della nostra costituzione!

Il tempo è adesso. Anche Arci Pavia sarà in piazza il 23 gennaio!